Cinema Weekend - CONTROMANO - sabato 19 maggio ore 21.00 e domenica 20 maggio ore 18.15 e ore 21.00

Cinema Weekend -  CONTROMANO - sabato 19 maggio ore 21.00 e domenica 20 maggio ore 18.15 e ore 21.00

Dal 19.05.2018 21:00 fino al 19.05.2018 23:00

Luogo: Via Luigi Nanni, 12 , 47121 , Forlì , FC , Italia

 

Genere:Commedia
Regia: Antonio Albanese
Interpreti: Antonio Albanese (Mario Cavallaro), Alex Fondja (Oba), Aude Legastelois (Dalida), Daniela Piperno (Gisella), David Anzalone (Umberto).
Nazionalità: Italia
Anno di uscita: 2018
 
Durata: 102' Produzione: Domenico Procacci per Fandango con RAI Cinema. 
 
Giudizio: Consigliabile/problematico/dibattiti
 
Tematiche: Emigrazione; Lavoro; Politica-Società; Rapporto tra culture; Razzismo;  
 
Soggetto: Mario Cavallaro fa ogni giorno a Milano la stessa vita, tra casa e il negozio di calzature ereditato dal padre. Proprio davanti a lui stazione Oba, un senegalese che vende calzini. Un giorno Mario non sopporta più la situazione e si attiva per provvedere...
 
Valutazione Pastorale: E' a partire da questo terzo millennio che il tema dell'immigrazione ha imposto con forza l'urgenza e la necessità di una soluzione condivisa tra i soggetti interessati. Il cinema, dopo un periodo iniziale in cui l'argomento è stato trattato con toni tesi e drammatici, ha virato decisamente su un versante meno complicato, cercando di farlo scivolare verso la commedia, nelle sue cento sfumature caratteriali. Questa strada viene seguita anche da 'Contromano'. Il film è interpretato e diretto da Antonio Albanese, che arriva qui alla sua quarta regia dopo 'Uomo d'acqua dolce' (1996), 'La fame e la sete' (1999), 'Il nostro matrimonio è in crisi' (2002). La storia prende il via a Milano, dove Mario Cavallaro, un cinquantenne amante di ordine e precisione, trascorre la giornata tra la propria casa e il negozio di calze ereditato dal padre. Il suo abitudinario procedere dall'abitazione al posto di lavoro riceve un brutto colpo quando, proprio fuori dalle sue vetrine, comincia a stazionare un senegalese che vende calzini con notevole successo. Mario osserva per un po' gli affari del giovane, prova a parlarci e infine decide di agire. Dopo averlo tramortito, rapisce Oba (cosi si chiama) con l'obiettivo di riportarlo a casa, in Senegal. Il viaggio è il cuore e il centro della vicenda, "un viaggio assurdo- spiega l'Albanese regista- per raccontare le contraddizioni e le paure contemporanee, usare comicità e ironia per mettere a fuoco l'argomento più controverso di questo decennio: l'integrazione tra società, culture e popoli diversi". Lo scarto narrativo che avvia il cambio di direzione produce il passaggio dal realismo della parte iniziale alla vicinanza con la favola. Ed è una sensazione che attraversa tutto il resto del copione. C'è sapore di fiaba nell'unirsi a Mario e Oba della connazionale Dalida, forse sua sorella forse no, c'è profumo di fiaba nelle varie tappe del trasferimento dall'Italia al Senegal, risulta poco credibile la facilità con cui il terzetto si smarca dalla morsa della polizia e approda sul traghetto per l'Africa. Ma tutto inclina verso un finale poetico e positivo di sognata e paradossale felicità. L'entusiasmo che accende Mario quando capisce l'utilità di mettersi al servizio degli altri per aiutarli a crescere è forse fin troppo indulgente, anticipa l'idea di un futuro per qualche verso eccessivamente ottimista, ma diciamolo, è bello e giusto che sia così. La commedia, se tale deve essere, ha anche il compito di indurci al sorriso, alla gioia, alla serenità, con sensazioni di verità forse differenti ma necessarie. Crediamoci in quello che racconta Albanese, e forse saremo capaci di raggiungere il traguardo.