Cinema weekend - SUBURBICON

Cinema weekend - SUBURBICON

Dal 13.01.2018 21:00 fino al 14.01.2018 23:00

Luogo: Via Luigi Nanni, 12 , 47121 , Forlì , FC , Italia

 

Genere:Drammatico
Regia: George Clooney
Interpreti: Matt Damon (Gardner), Julianne Moore (Margaret/Rose), Noah Jupe (Nicky), Glenn Flesher (Ira), Alez Hassel (Louis), Gary Basaraba (Zio Mitch), Oscar Issac (Bud Cooper), Jack Conley (Hightower), Karimah Westbrook (sig.ra Meyers), Tony Espinosa (Andy Meyers), Megan Ferguson (June), Ellen Crawford (Eileen).
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: 01 Distribution
Anno di uscita: 2017
Origine: Stati Uniti (2017)
 
Durata: 105'
 
74' MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA 2017 IN CONCORSO PREMIO FONDAZIONE MIMMO ROTELLA A GEORGE CLOONEY.
 
Giudizio: Complesso
Tematiche: Bambini; Denaro, avidità; Famiglia - genitori figli; Gangster; Male; Politica-Società; Razzismo; Storia; Violenza;  
 
Soggetto: Stati Uniti, anni '50. Suburbicum è una cittadina costruita subito dopo la guerra. Qui tutto appare in ordine e perfetto. La presenza però di una famiglia di colore innesca episodi di razzismo sempre più forti. Nessuno però si accorge che dentro una famiglia bianca della classe media crescono odio, avidità e ferocia...

 

Valutazione Pastorale: Non si può fare a meno di notare che il riferimento immediato è quello dei fratelli Coen, che alcuni anni addietro avevano pensato il copione, pensando al loro cinema sul modello di 'Fargo'. Qui, in questa sua sesta regia cinematografica, accade che il dramma vira nell'umorismo, che la follia sfocia nel divertimento, proprio appunto in pieno stile Coen. Si partecipa all'evoluzione-involuzione dei personaggio, allargando il campo della riflessione anche allo stato di salute dell'America di oggi. Proprio su questo aspetto, George Clooney ha precisato in conferenza stampa alla Mostra di Venezia: "Avevamo scritto una prima sceneggiatura che guardava tutto dalla parte del bambino [il figlio del personaggio interpretato da Matt Damon], pensando a un finale dove il ragazzo sarebbe finito in affido. Poi abbiamo ideato un finale diverso, di amicizia, tra il giovane e un ragazzo di colore, un'immagine portatrice di speranza. E io mi ritengo pieno di speranza, di ottimismo, per l'America, per il suo futuro". Si capisce allora che il film, pur puntando sul divertimento, poggia su una scrittura solida e molto stratificata, dentro la quale ci sono richiamo storici, visioni di senso, momenti di denuncia evidenti. Il tutto senza essere pedanti ma cercando di mettere a nudo il latino "castigat ridendo mores". Dal punto divista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.